
Marco Casagrande
Marco Casagrande
Marco Casagrande (nato nel 1971) si è laureato presso la Facoltà di Architettura dell’Università Tecnologica di Helsinki nel 2001. Fin dalle prime fasi della sua carriera, Casagrande ha iniziato a combinare l’architettura con altre forme d’arte e con la scienza, realizzando in tutto il mondo una serie di progetti architettonici caratterizzati da una forte consapevolezza ambientale.
Ha ricevuto, tra gli altri, il European Prize for Architecture 2013, il CICA Award 2013 del Comitato internazionale dei critici di architettura per l’architettura concettuale e artistica e il Global Award for Sustainable Architecture 2015.
Le opere di Casagrande sono state selezionate tre volte per la Biennale di Architettura di Venezia, nel 2000, 2004 e 2006.
Il lavoro e l’insegnamento di Casagrande intrecciano naturalmente architettura, architettura del paesaggio, urbanistica e progettazione ambientale, scienza e arte ecologica. Nella sua visione architettonica, che definisce “commedia dell’architettura”, sviluppa una concezione più ampia dell’habitat umano, legandolo alla dinamica sociale e alla consapevolezza ecologica.
«Non c’è nulla di più naturale della natura.»
Casagrande considera gli architetti una sorta di sciamani del progetto, chiamati semplicemente a interpretare ciò che viene trasmesso dalla forza suprema della natura.
Considera le città come organismi dotati di sistemi energetici complessi, nei quali diversi flussi di energia che si intersecano determinano sia le azioni dei cittadini sia lo sviluppo della città.
Combinando architettura ambientale e urbanistica, Casagrande sviluppa metodi per intervenire sui flussi energetici urbani, orientando le città verso uno sviluppo ecologicamente sostenibile e verso quella che definisce la “città di terza generazione”.
La sua teoria considera il futuro dello sviluppo urbano come le rovine della città industriale: una macchina organica distrutta dalla natura, compresa la natura umana.
Agopuntura urbana
L’Agopuntura urbana è un intervento architettonico interdisciplinare sull’intelligenza sensoriale collettiva della città. La città viene considerata come un organismo energetico e un ambiente abitativo.
L’agopuntura urbana mira a ristabilire il contatto con la natura. È necessaria una particolare sensibilità per percepire i flussi di Qi al di là della città visibile e reagire ai loro punti caldi e ai loro impulsi.
L’arte ecologica può produrre gli aghi di agopuntura per il Qi urbano.
Un’erbaccia può crescere dalla più piccola crepa nell’asfalto e alla fine distruggere una città. L’agopuntura urbana è l’erbaccia, mentre il punto di agopuntura è la crepa.
Il potenziale d’intervento è totale e collega la natura umana alla Natura come sua parte integrante. La teoria apre le porte alla creatività incontrollata e alla libertà.
Le rovine sono qualcosa creato dall’uomo che è diventato parte della natura.
Dal 2000 Casagrande ha insegnato in 65 università di 25 Paesi, tra cui Aalto University, University of Art and Design Helsinki, il Laboratorio Ando dell’Università di Tokyo e la China Central Academy of Fine Arts.
È stato professore presso la Bergen School of Architecture dal 2001 al 2004 e presso la Facoltà di Architettura della Tamkang University di Taiwan dal 2004 al 2009.
Casagrande dirige inoltre il centro indipendente di ricerca interdisciplinare Ruin Academy, con sedi a Taipei e Taitung, Taiwan (dal 2010), e ad Artena, Italia (dal 2013), in collaborazione con il SGT Sustainable Global Technologies Centredell’Università Aalto.
Dal 2014 è Vicepresidente dell’International Society of Eco-Urbanism.
Marco Casagrande è inoltre direttore del Casagrande Laboratory (dal 2003), società multidisciplinare di design e innovazione fondata in Finlandia e attiva a livello internazionale.
Partecipa inoltre al progetto WEAK!, insieme a Hsieh Ying-chun e Roan Ching-yueh.






























































































